Gentili Colleghe e Colleghi,

 

 l’onorabilità delle nostre persone e la dignità  di avvocato  viene prima delle discussioni giuridiche e, ritenuto che la parola “revoca” in re ipsa appare altamente lesiva sia dell’onorabilità che della dignità di cui sopra, necessita un ulteriore passaggio informativo alla classe.

 

a)            L’attuale CdA della Fondazione (in disparte le sostituzioni medio termine) è stato legittimamente nominato in data 9 aprile 2014 e scadrà così come da statuto, il 9 aprile 2019.

 

b) Di fatto, l’attuale CdA è entrato nella pienezza dei poteri solo il 15 ottobre 2014, in quanto l’Avv. Elio Sticco (attuale componente del COA e firmatario della delibera di revoca dei componenti del CdA della Fondazione) si era letteralmente “barricato” nei locali della Fondazione, e,  eludendo il disposto  delle sentenze del Tribunale di S. Maria C.V., costringeva l’attuale CdA, con grande disdoro per la Classe, ad effettuare l’immissione in possesso tramite l’Ufficiale giudiziario che redasse regolare verbale con inventario. Anzi e di più: si dovette far ricorso al fabbro (pagato personalmente dall’Avv. Mirra) per poter accedere nei locali della Fondazione, in quanto lo Sticco non consegnò le chiavi.

 

In ossequio ai principi guida comuni sia a noi che al COA del Cambiamento, il CdA ha improntato la propria attività con azioni largamente discontinue rispetto al passato: 1) ha abolito qualsiasi contributo economico degli iscritti per la fruizione dei servizi di formazione professionale nonché qualsiasi onere a carico dei praticanti per la partecipazione al corso di preparazione per l’esame  professionale; 2) ha rinunciato a  qualsiasi fruizione di indennità (a differenza dei membri dei precedenti  CdA: Avv.ti E. Sticco, C. Sorgente, G. Rendina, F. Papa)  e finanche al rimborso spese per le attività istituzionali; 3) ha propugnato e partecipato proficuamente alle modifiche statutarie, ritenute più consone ai principi di democrazia e trasparenza.

 

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In disparte le disquisizioni sull’autonomia della Fondazione, sul diritto del potere di revoca (non previsto dallo Statuto), sull’omesso richiamo all’ineludibile circostanza che il mandato del CdA è a termine (la scadenza è fissata al 9 aprile 2019), sulla legittimità della delibera, tutti temi che anticipiamo saranno esaminati nelle sedi opportune e sotto ogni profilo, vogliamo, come detto, a tutela della nostra onorabilità, affrontare in questa sede le ulteriori motivazioni riportate in delibera.

 

Sui bilanci:

Con consumata (e diffamante) malizia i Consiglieri del COA hanno provato a suggestionare i Colleghi sulla vicenda bilanci, imputando al CdA di aver omesso la trasmissione degli stessi, impedendo al COA la valutazione e la verifica dell’impiego della dotazione finanziaria (poteri che il COA non ha), facendo intendere nella migliore delle ipotesi un’allegra gestione da parte del CdA.

 

E’ FALSO!

1.- L’attuale CdA della Fondazione ha sempre e regolarmente predisposto ed approvato il bilancio preventivo e quello consuntivo relativi alla propria gestione,  con la collaborazione del Dott. Galloppi, commercialista anche del COA indi sottoponendoli al vaglio del Collegio dei Revisori.

2.- inoltre, pur in mancanza di qualsivoglia obbligo statutario, il CdA ha sempre trasmesso sia brevi manu che formalmente i bilanci relativi alla propria gestione.

3.- infine e risolutivamente, i Consiglieri dell’Ordine ignorano (o hanno voluto ignorare) che i bilanci della Fondazione sono stati sempre regolarmente depositati presso la Prefettura di Caserta.

Per i bilanci antecedenti alla nostra gestione si devono rivolgere al loro collega di consiglio Avv. Elio Sticco che li ha sottratti alla Fondazione e non più riconsegnati.  In uno ad altra fondamentale documentazione la cui sottrazione ha impedito ed impedisce di concludere le residuali formalità di inventario.

E sempre a proposito di bilancio è il COA che deve spiegare alla Fondazione ed alla classe perché pur avendo approvato nei propri bilanci relativi agli anni 2016 e 2017, uscite per Euro 500.000,00 totali, ne ha versato alla Fondazione solo Euro 400.000,00.

Come sono stati utilizzati i 100.000,00 euro non rimessi alla Fondazione?

 

Sul sistema Riconosco

 

Il COA, nel maldestro tentativo di dare motivazione all’abnorme provvedimento adottato, ha imputato al CdA della Fondazione di essersi impossessato del sistema Riconosco e di aver omesso di consegnare l’archivio dei dati informatici di cui il COA è l’unico titolare impedendo allo stesso di esercitare la funzione di controllo.

 

E’ FALSO!

Titolare del sistema Riconosco è esclusivamente la Fondazione che si fa onere dei relativi costi.

Nello spirito di piena collaborazione, ha demandato alla DCS di trasmettere i dati relativi ai crediti formativi degli iscritti, dopo aver chiesto chiarimenti al COA circa i nominativi dei Colleghi che hanno optato per l’iscrizione al neo costituito Ordine degli Avvocati del Tribunale di Napoli Nord.

 

Sul corso di formazione dei praticanti.

Il COA maliziosamente contesta che la Fondazione si sottrae al controllo dei corsi di formazione dei tirocinanti.

 

E’ FALSO!

I consiglieri del COA dovrebbero sapere che il regolamento per la formazione obbligatoria dei tirocinanti previsto dall’art. 43 L. 247/2012 non è stato ancora emanato e i Corsi offerti gratuitamente dalla Fondazione non sono obbligatori né vengono effettuati con le modalità ancora da emanarsi ma sono di supporto per i praticanti che li seguono.  Va anche detto che la Fondazione, ogni anno, ha sempre trasmesso il crono programma dei corsi ed il nominativo dei Formatori.

 

Sulla qualità dell’offerta formativa; sul preteso ostacolo alla valutazione complessiva dei trienni relativi alla formazione ed aggiornamenti scaduti al 31/12/2016 e 31/12/2017 non predisponendo per la preventiva valutazioni i piani di offerta formativo semestrali ed annuali; sull’elusione del filtro interno del Comitato Scientifico.

 

E’ FALSO!

Quanto affermato dal COA (se ben riusciamo a tradurre dall’incomprensibile italiano) è smentito palesemente dai centodieci eventi formativi organizzati e/o allocati presso la Fondazione dal 10/12/2014 al 31/1/2018, dalle migliaia di avvocati che hanno partecipati agli stessi, dalle magnificenti lodi espresse dal Presidente (Avv. Grillo) e Vice Presidente (Avv. Buco) del COA in occasione dei loro interventi di saluto e, soprattutto e definitivamente dagli accrediti, sempre rilasciati dallo stesso COA (sic!).

Inoltre, sempre nel solco del loro ignorare, i Consiglieri del COA ignorano che il Piano di Offerta Formativa (POF) deve essere predisposto dal COA entro il 31 gennaio di ogni anno: è stato mai elaborato dal COA?

 

Sulle modifiche statutarie.

Il COA lascia intravedere capziosamente che vi sia stata resistenza “alle modifiche statutarie” facendo intendere che la Fondazione sia una mera esecutrice sulle ipotesi di modifiche dello Statuto dettate dal COA.

 

E’ FALSO!

I Consiglieri del COA hanno scientemente pretermesso di dire che le modifiche statutarie sono possibili solo con la concorde volontà, sui vari articoli, di COA e Fondazione e che quest’ultima è stata parte attiva e propositiva adottando le modifiche in linea con i principi innovatori del Cambiamento  e, avendo concluso i propri lavori, è ancora in attesa delle determinazione del COA.

Sottolineiamo che è stato il CDA della Fondazione, a proporre la riduzione, ad oggi ancora non accolta dal COA, di ridurre la dotazione annuale da 250.000,00 a 200.000,00 euro.

 

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Che stranezza! I solerti consiglieri del COA non hanno minimamente accennato, tenendosene ben lontani, alla questione della risoluzione collaborativa con l’Avv. Annamaria Sticco (figlia del consigliere Elio Sticco). Come mai?

Eppure sono stati reiteratamente, formalmente ed ufficialmente investiti della vicenda  al fine soprattutto di prendere doverosa posizione: ….. silenzio assoluto.

 

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Per concludere, è motivo di nostra personale perplessità l’assunzione (senza alcuna preventiva contestazione) della delibera che, caso strano, è stata adottata: 1) dopo la risoluzione  del rapporto di collaborazione con l’Avv. Annamaria STICCO; 2) in costanza  dei numerosi giudizi (nei confronti della Fondazione) intrapresi sia dall’Avv. Annamaria Sticco che dal di lei padre,  consigliere Elio Sticco; 3) in costanza degli esposti deontologici presentati dal CdA della Fondazione nei confronti dei consiglieri Avv. E. Sticco e Avv. P. Cianni; 4) al negativo esito della causa di sequestro di tutti i beni della Fondazione (12 febbraio 2018)  promossa dall’Avv. A. Sticco; 5) da un consiglio giunto oramai al termine del suo mandato,  modificato (negli ultimi mesi)  e, composto (per i 10/21) da consiglieri  già bocciati dalla classe nella competizione elettorale; 6) da consiglieri in conflitto di interessi perché in causa con la Fondazione (Avv. Elio Sticco) e con palese deficit di imparzialità perché hanno rappresentato in giudizio contro la Fondazione l’Avv. Annamaria Sticco (Avv. Cianni e Avv. Raucci per delega dell’Avv. Annamaria Sticco) e perché oggetto di esposti deontologici da parte della Fondazione (Avv. Elio Sticco e Avv. Patrizia Cianni).

 

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